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DAL 2000 AD OGGI

 

2000

- Quattro multinazionali dominano il mercato mondiale degli OGM: la Monsanto, statunitense, detiene, da sola, il 91% delle superfici coltivate con piante OGM, Syngenta (prima Novartis/AstraZeneca), Aventis CropScience (prima AgrEvo, adesso acquistata dalla Bayer) e Dupont producono praticamente tutte le altre coltivazioni commerciali di colture OGM.

- Il World Watch Institute afferma che, dopo 4 anni di crescita, nel 2000 per la prima volta l’uso di sementi transgeniche diminuirà all’incirca di un quarto. Tra il 1996 e il ‘99, l’area coltivata a sementi transgeniche si era moltiplicata per venti. La crescita si è arrestata perché i consumatori sono diffidenti. In Europa occidentale, uno dei primi mercati per le esportazioni nord americane, diverse catene di distribuzione hanno cominciato a eliminare i prodotti con ingredienti transgenici. La stessa cosa accade anche in Giappone.

- 44 americani che hanno consumato prodotti contenenti “per errore” mais OGM destinato all’alimentazione di maiali e mucche (Starlink prodotto dalla Aventis contenente una proteina insetticida potenzialmente allergenica) sono stati ricoverati per shock anafilattico, prurito, vomito e diarrea.

 

2001

- Un giudice canadese condanna l'agricoltore Percy Schmeiser per aver violato le leggi sul brevetto della colza OGM. Schmeiser e' una vittima dell'inquinamento genetico, infatti il polline della colza OGM dei campi vicini ha invaso le sue piantagioni, contaminandole. Nonostante ciò viene condannato a pagare 10,000$ alla Monsanto per le licenze e fino a 75,000$ per i profitti delle piantagioni non volutamente OGM del 1998. La Monsanto impiega degli investigatori per scoprire e portare nei tribunali coloro che conservano i suoi semi OGM per l’anno successivo. La legge canadese, come quella statunitense e di molti altri paesi industrializzati, vieta agli agricoltori di riutilizzare i semi brevettati o coltivarli senza firmare un contratto con la multinazionale che ne detiene il brevetto. La sentenza contro Schmeiser significa che gli agricoltori di tutto il mondo possono essere costretti dalle multinazionali a pagare le royalty sui semi OGM cresciuti nei loro terreni a causa della contaminazione genetica derivante dal polline trasportato dal vento o dagli insetti.

- La compagnia biotecnologica Epicyte di San Diego crea il mais contraccettivo.

 

2002

- L’Associazione S.U.M. - Stati Uniti del Mondo, insieme al prof. M. D. Nanjundaswamy, fonda in India, nello stato del Karnataka, il Centro Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile “Amrita Bhoomi – PIANETA IMMORTALE”, come risposta alla diffusione degli OGM. Uno degli obiettivi del Centro è la creazione di una Banca di semi originari per salvaguardare, produrre e distribuire i semi originari puri, non ibridi e non manipolati geneticamente, che i contadini possono conservare ogni anno per la semina successiva, evitando i pericolosi ed infruttiferi semi transgenici (OGM) che stanno causando migliaia di morti nell’intera India.

- Viene pubblicato il libro “I semi del dubbio” (di Hugh Warwick e Gundula Meziani - Soil Association – UK) che raccoglie le esperienze degli agricoltori Nord Americani con le colture OGM. I fatti riportati evidenziano che praticamente nessuno dei benefici attribuiti dalle multinazionali biotech alle colture OGM, si è verificato. Anzi, gli agricoltori stanno segnalando aumento dei costi di produzione (è stato calcolato che la spesa per i semi aumenta dal 25 al 40% per acro) raccolti minori, una continua dipendenza da erbicidi e pesticidi, difficoltà nella vendita dei prodotti e guadagni ridotti. Inoltre in tutto il Nord America gli OGM sono diventati un vero e proprio incubo per i contadini che vogliono tenere le loro coltivazioni incontaminate da OGM. La contaminazione da OGM può derivare dal polline trasportato dal vento o dagli insetti, così come dalla caduta dei semi lungo la strada. Forti venti possono spostare i semi anche a distanze considerevoli, le api trasportano il polline volando fino a distanze di tre chilometri.

- Il Presidente dello Zambia blocca il cibo OGM inviato dagli Stati Uniti, già entrato nel paese come “aiuto umanitario” e ne vieta la distribuzione. Lo Zambia respinge così con grande coraggio e determinazione il ricatto degli Stati Uniti: mangia OGM o muori di fame.

 

2003

- Gli Stati Uniti, insieme a Canada e Argentina presentano un ricorso formale presso l'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) contro la moratoria dell'Unione Europea sugli OGM. I tre paesi sostengono che la moratoria ha creato una “ingiusta discriminazione” verso i prodotti transgenici, che ha determinato ingenti danni per i loro agricoltori, fortemente preoccupati per l’esportazione delle loro produzioni transgeniche non solo verso il mercato comunitario (dove devono fronteggiare la forte opposizione dei consumatori europei), ma soprattutto nel resto del mercato internazionale che rischia di seguire l’esempio europeo. Il Presidente Bush, in una conferenza stampa, accusa la moratoria dell'Unione Europea sull’approvazione dei prodotti OGM di essere una causa di morte per fame in Africa. “Basandosi su timori infondati e non scientifici - ha spiegato Bush - molti governi europei hanno bloccato l'importazione di tutte le nuove colture biotecnologiche. A causa di questi ostacoli artificiali, molte nazioni africane rinunciano a investire in biotecnologia, preoccupate che i loro prodotti rimangano esclusi da importanti mercati europei.”

- L’Unione Europea approva i nuovi regolamenti sulla commercializzazione di alimenti e mangimi modificati geneticamente e sulla tracciabilità (indicazione delle fasi di realizzazione del prodotto e delle aziende che hanno partecipato alla produzione e ne hanno quindi la responsabilità) ed etichettatura dei prodotti OGM.
Le nuove norme prevedono soglie di tolleranza sotto le quali non è obbligatorio etichettare la presenza di OGM negli alimenti e nei mangimi (0,9% per gli OGM autorizzati nell’UE e 0,5%, addirittura per quelli “non autorizzati”), compromettendo di fatto la libertà di scelta dei consumatori europei di cui l’80% si dichiara contrario ai cibi transgenici. Inoltre, il superamento di una soglia di tolleranza risulta molto difficile da stabilire poiché le tecniche di analisi “quantitative” sono  complicate e imprecise. Oltre a questo i nuovi regolamenti europei prevedono la possibilità di “coesistenza” tra coltivazioni transgeniche, biologiche e tradizionali. Possono quindi essere autorizzate semine di OGM e/o “tolleranze di sementi OGM nelle varietà di semi non modificati geneticamente”.

- In Piemonte vengono distrutti 381 ettari di mais geneticamente modificato. I contadini piemontesi, sono stati tratti in inganno dalle multinazionali del seme che non avevano segnalato la presenza di OGM nei loro prodotti. 

- Venticinque noti scienziati di sette diversi paesi, (specialisti in discipline quali agroecologia, agronomia, biomatematica, botanica, chimica medica, ecologia, istopatologia, ecologia microbica, genetica molecolare, biochimica nutrizionale, fisiologia, tossicologia e virologia) si uniscono per costituire un gruppo di ricerca indipendente sugli OGM (ISP - Independent Science Panel). Il 15 giugno 2003 l’ISP rende pubblico il rapporto “The Case for a GM-free Sustainable World” (Per un mondo sostenibile, libero da OGM), in cui chiede di vietare le colture OGM e promuovere invece ogni forma di agricoltura sostenibile. Questo autorevole rapporto, presentato come “il più forte e il più completo dossier di prove sperimentali” mai compilato sui rischi e i problemi connessi con le colture OGM, da un lato, e dall’altro sui molteplici benefici dell’agricoltura sostenibile.

 

2004

- L’Europa apre le porte agli OGM. Diventano operativi i due nuovi regolamenti europei sui prodotti OGM e l’Europa pone fine alla moratoria autorizzando il Mais Bt 11, prodotto dalla Syngenta, per la produzione di alimenti e/o mangimi. Molti ricercatori indipendenti hanno già denunciato che le tossine Bt presenti nelle piante modificate geneticamente con il gene del Bacillus Turingensis sono pericolose per la salute.
Successivamente vengono autorizzate altre quattro varietà di mais e due di colza OGM che si aggiungono alle 14 piante (diverse varietà di mais, colza e soia) autorizzate negli anni precedenti al rilascio deliberato nell’ambiente, per scopi sperimentali e non. Inoltre nel mercato europeo erano già entrati, in accordo con il Regolamento CE 258/1997 sui nuovi prodotti e nuovi ingredienti alimentari, una serie di prodotti derivati da OGM, ma non contenenti OGM, ovvero sostanze prodotte a partire da piante geneticamente modificate, ma non contenenti i semi portatori della modifica genetica introdotta: oli di soia e di colza, amido di mais, lecitina di soia ecc.

- Dodici mucche da latte muoiono in Germania dopo essere state nutrite con mais Bt 176 prodotto dalla Syngenta. C’è il forte sospetto che la causa della morte delle mucche in Germania sia la proteina Cry1AB (una tossina Bt) contenuta nel Mais Bt 176, la stessa che, come dichiarato dalla Syngenta, è presente anche nel mais Bt -11.

- Tre scienziati si dimettono dal Comitato Scientifico di Analisi sugli OGM, costituito dal governo di Tony Blair per dire l'ultima parola sulla sicurezza delle coltivazioni di OGM, accusandola apertamente di essere totalmente schierata a favore del biotech e di subire le intimidazioni della Monsanto.

- 2a Conferenza Nazionale dei Comuni Antitransgenici ad Asti. Le amministrazioni comunali, provinciali, regionali, comunità montane, ecc. che hanno emesso delibere od ordinanze a protezione dei loro territori dagli OGM sono diventate circa 500 e coprono quasi il 70% del territorio nazionale.

 

2005

- Lo stato indiano dell’Andhra Pradesh, che produce più del 62% della produzione totale di cotone di tutta l’India, vieta alla multinazionale produttrice di semi transgenici Monsanto di promuovere e commercializzare le sue varietà di cotone Bt e di effettuare sperimentazioni in campo aperto all’interno del proprio territorio. L’Andhra Pradesh ha preso questa decisione perché il cotone Bt, che si è rivelato un fallimento su tutti i fronti (produttività, costi di produzione, profitto e resistenza ai parassiti) ha rovinato la vita dei piccoli contadini, aggravando l’epidemia di suicidi che già da molti anni, a causa della diffusione dei semi ibridi e dell’introduzione del libero mercato, sconvolge l’India rurale. Sono più di 100.000 i contadini indiani che hanno scelto il suicidio come unica possibile via d’uscita al fallimento del raccolto per aver utilizzato semi OGM.
Il cotone Bt si rivela fallimentare su tutti i fronti non solo in India, ma anche in tutti gli altri  paesi in cui è stato coltivato (Australia, USA, Messico, Argentina, Cina, Colombia, Indonesia e Sudafrica).

- Il tribunale d’Orléans (Francia) assolve i 49 ambientalisti francesi che nel 2004 avevano falciato un campo di mais OGM della Monsanto, situato nel dipartimento del Loiret, come azione di lotta non violenta contro le coltivazioni OGM. La Corte di Orleans afferma: “Gli imputati hanno attentato a beni di terzi per rispondere ad uno stato di emergenza che deriva dalla diffusione incontrollata di organismi geneticamente modificati. Questi – affermano i giudici – rappresentano un pericolo imminente per terzi, nel senso che potrebbero essere fonte di contaminazione o inquinamento non desiderati”. Il tribunale di Orlèans riconosce lo "stato di necessità" e cita la Charte de l'environnement (Statuto dell'ambiente), ora inserita nella costituzione della Repubblica francese.

 

2006

- Vengono pubblicati i risultati dello studio “Impatto del cotone Bt sulla salute dei contadini” condotto in India nei distretti Barwani e Dhar dello stato del Madhya Pradesh, nei mesi ottobre, novembre e dicembre 2005. La ricerca ha evidenziato che i lavoratori agricoli che avevano raccolto cotone OGM Bt soffrivano di gravi reazioni cutanee, caratterizzate da pruriti ed eruzioni con vesciche che lasciavano uno scolorimento della pelle scura ancora evidente a distanza di cinque mesi. Inoltre, in varie parti del mondo, si segnalano morie di pecore e capre che hanno pascolato sui campi di cotone Bt.

- Il tribunale di Versailles (Francia) assolve i nove membri del sindacato agricolo “Confédération paysanne, incriminati nel luglio 2003 per avere falciato un campo di mais OGM, come azione di lotta non violenta contro le coltivazioni OGM. Per la corte hanno agito "in stato di necessità”. Sono respinte le domande di indennizzo e interessi presentate dalle parti civili (le società Pioneer, Monsanto e il gruppo d'interesse pubblico Geves). La decisione del tribunale di Versailles conferma una sentenza precedente, pronunciata il 9 dicembre 2005 dal tribunale di Orlèans: anche in quel caso il tribunale aveva riconosciuto lo "stato di necessità”.

 

2007

- Il "Department of Biological Sciences, Simon Fraser University" della  British Columbia in Canada, studiando il comportamento delle api nei campi coltivati con colza OGM, ha scoperto che in questi campi si è verificata una forte riduzione del numero delle api presenti e un altrettanto forte deficit nell'attività di impollinazione. La ricerca canadese è una nuova prova che si aggiunge ad altri studi in cui la morte di un numero crescente di api risulta collegata agli OGM. Le analisi dell'Università di Iena in Germania confermano che le api muoiono a causa di un gene utilizzato nella modificazione della colza OGM.

- La Commissione Europea autorizza la commercializzazione di una nuova varietà di barbabietola da zucchero e tre nuove varietà di mais per l’alimentazione umana e animale. Il rischio di trovare gli OGM nel piatto aumenta in quanto non c’è l’obbligo di segnalare in etichetta la quantità di OGM contenuta nei prodotti alimentari se non supera  lo 0,9%.

- La Commissione Europea autorizza l'uso di due nuove varietà di colza OGM per l'alimentazione del bestiame e per scopi industriali. La presenza di OGM nei mangimi animali è ancora più pericolosa perchè non è controllabile. Non è infatti previsto l’obbligo di etichettatura per carne, latte e uova derivati da animali nutriti con OGM. Questi prodotti vengono quindi usati dalle multinazionali come cavalli di Troia per imporre gli OGM ai consumatori che li stanno boicottando. Gran parte dei mangimi utilizzati negli allevamenti italiani sono prodotti con soia e mais OGM, importati da Stati Uniti, Canada e America Latina. L'Italia infatti produce solo l'8% della soia che utilizza.

- Il 12 Giugno il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea approva il nuovo regolamento per i prodotti biologici che ammette una soglia di tolleranza per eventuali contaminazioni OGM fino allo 0,9%, senza l’obbligo di dichiararlo in etichetta, come già previsto dal 2003 per i prodotti convenzionali. Il nuovo regolamento entrerà in vigore dal 1 gennaio 2009. Gli alimenti biologici potranno dunque continuare ad essere etichettati come tali anche se contaminati da materiale transgenico. Votano contro questo regolamento Italia, Grecia, Belgio e Ungheria.

- Scienziati indipendenti di sei Paesi e alcuni membri del Parlamento Europeo si incontrano il 12 giugno a Bruxelles, al Parlamento Europeo, per proporre un'Europa libera da colture geneticamente modificate. L'incontro, (organizzato dall'Istituto per la Scienza e la Società (ISIS) di Londra, UK, la Rete del Terzo Mondo (TWN) e la Rete Verde (GN), ospitati dal vicepresidente della Commissione per l'Agricoltura e Sviluppo Rurale per l'Unione Europea, Janusz Wojciechowski) ha coinciso con la pubblicazione di nuovi e importanti lavori scientifici. Le pubblicazioni sono state presentate all'incontro insieme ad un dossier complessivo di oltre 160 articoli ampiamente citati dalla rivista scientifica “Science in Society”, i quali documentano rischi, frode scientifica, falsità dei responsabili e violazione dei diritti degli agricoltori. Gli interventi dei partecipanti hanno messo in evidenza come i responsabili nazionali ed internazionali, complici dell’industria biotech, hanno ignorato le prove schiaccianti della pericolosità degli alimenti OGM presentate dagli scienziati indipendenti. Durante questo incontro la Dr. Mae-Wan Ho, direttore dell'ISIS ha tracciato in grandi linee il quadro delle ragioni per cui il mondo deve essere libero dagli OGM. Il suo principale messaggio è stato: “Gli OGM non sono solo una minaccia per la salute e l'ambiente, essi danneggeranno gravemente le nostre opportunità di sopravvivere al riscaldamento globale. Le colture OGM hanno bisogno di più combustibili fossili e acqua per crescere, entrambi in rapida diminuzione. L'Europa non può più permettersi di sprecare altro tempo e risorse sugli OGM, ora deve, invece, cominciare a investire in cibo e sistemi d'energia sostenibili. Dopo 30 anni di OGM, non c'è stato un aumento di produzione, nessuna riduzione in pesticidi, mentre lo svuotamento delle foreste che continua per fare posto alle colture OGM ora include anche quelle per produrre biocarburanti. Al di sopra di tutto, in India, tra il 1993 ed il 2003, 100.000 agricoltori si sono uccisi, in concomitanza con l'introduzione di colture OGM e da allora ci sono stati altri 16.000 morti all'anno. Gli OGM sono un crimine contro l'umanità.”

 

2009

Il 1° gennaio entra in vigore il nuovo Regolamento europeo 834/2007 sulla produzione biologica e sull’etichettatura dei prodotti biologici, approvato il 12 Giugno 2007 (vedi sopra) dal Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea, che prevede che nei prodotti biologici ci possano essere contaminazioni accidentali di OGM. È evidente che la tolleranza di OGM negli alimenti biologici è una contraddizione in termini in quanto, per sua natura, il prodotto biologico non può contenere OGM. Inoltre le nuove norme privano i cittadini della libertà di scegliere di non mangiare OGM che rappresenta un diritto prioritario e irrinunciabile. La tolleranza di OGM nei prodotti biologici, rende possibili e "legali" inquinamenti generalizzati degli alimenti, aprendo quindi la strada all'introduzione delle coltivazioni OGM in campo aperto.

2010

Il 12 marzo la Commissione Europea pone fine, dopo dodici anni, alla moratoria sulla coltivazione di piante OGM in Europa, autorizzando (oltre alla commercializzazione di altri tre mais OGM destinati all'alimentazione umana e animale) la coltivazione della patata transgenica Amflora, prodotta dalla BASF, leader dell’industria chimica tedesca.
La patata è stata modificata geneticamente per ottenere una maggiore resa nella produzione di amido ed è stata autorizzata per uso industriale, per l'alimentazione animale e come fertilizzante. Nel suo DNA è stato inserito un gene che conferisce la resistenza ad alcuni antibiotici; per questo motivo, sin dal 1998 la patata Amflora è stata al centro di una controversia fra l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) che ha dato il suo via libera ‘tecnico’, e le due autorità sanitarie, europea e mondiale, l’EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Con l’autorizzazione della patata Amflora è stato violato non solo il principio di precauzione nei confronti delle colture geneticamente modificate, che aveva motivato la moratoria, ma anche la direttiva Ue 2001/18 che proibisce espressamente l'autorizzazione per gli OGM che contengono geni di resistenza agli antibiotici.

 

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